Erbaluce porta a porta teleguidato dai social

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Erbaluce porta a porta teleguidato dai social

Il bianco autoctono piemontese reagisce all’emergenza Covid 19 con una formula originale di vendita a domicilio. Caterina Andorno (Consorzio di Tutela): «La pandemia non ferma la vite e nemmeno la voglia di conoscere l’eccellenza del Canavese»

Una piccola fetta di Piemonte a cavallo tra le province di Torino, Vercelli e Biella, con 413 ettari di vigna, una Docg e due Doc per “appena” 2,2 milioni di bottiglie l’anno. Una realtà di 34 soci, tra i quali 2 cantine sociali, che si prepara come tutt’Italia alla fase 2 – si, ma quando? – dopo l’incubo della fase 1.

I nodi da sciogliere per la ripartenza sono tanti, tra sviluppo e consolidamento del commercio online, ripresa delle visite in cantina e dell’enoturismo – si spera in estate – e naturalmente tra uno sguardo alla vendemmia, sempre più vicina, alle linee di imbottigliamento e alle giacenze di vino.

E’ in questa situazione che si appresta ad affrontare il post emergenza il territorio della Docg Erbaluce di Caluso, un bianco autoctono e di nicchia che si affianca a due Doc locali di qualità: il Carema e il Canavese.  Ne abbiamo parlato con Caterina Andorno, presidente del Consorzio di Tutela che vigila e controlla le tre denominazioni d’origine.

Vocazione social

 Presidente come ha affrontato il territorio dell’Erbaluce di Caluso Docg, del Carema Doc e del Canavese Doc la prima fase dell’emergenza? 

Come tutti nella fase iniziale ci siamo concentrati sull’analisi della situazione e delle possibili

soluzioni da attuare tenendo presente che le tempistiche e le direttive sono mutevoli. L’attenzione è stata rivolta soprattutto a implementare i canali di vendita rafforzando le consegne a domicilio e l’online. Questo ha dato la possibilità a tutto il comparto di essere operativo, garantendo un servizio e conferendo un valore importante ai prodotti del territorio.

Il mondo della ristorazione e le cantine come hanno risposto con le consegne a domicilio? 

Sia la ristorazione che le aziende vinicole canavesane si sono organizzate e adeguate alla situazione rispondendo bene con il servizio di delivery promosso tramite i canali social. Un’opportunità da valutare anche in futuro. Puntare sulla qualità del servizio è sempre una scelta vincente.

Il vostro è un territorio di piccole aziende. Il consorzio ha fatto qualcosa per incentivare la vendita a distanza?

Il ruolo del Consorzio è focalizzato sulla tutela e sulla promozione delle Doc e Docg canavese. In merito alla vendita ogni singolo consorziato attiva una personale strategia selezionando i canali che meglio si addicono alla sua realtà.

Gestire la fase 2

Ci avviciniamo alla tanto attesa fase 2. Cosa prevede e cosa suggerisce alle aziende?

Le realtà vinicole canavesane per l’80% sono a gestione familiare, quindi una formula da utilizzare sarà legata a visite organizzate per piccoli gruppi. Per le vendite ci sono più soluzioni: dirette in cantina, consegne a domicilio o tramite corriere. Le cantine cooperative si organizzeranno in modo diverso, sia nella gestione dei punti vendita sia con le visite aziendali coordinando il tutto nel rispetto delle norme.

Il territorio come ha accolto le misure per la cassa integrazione e la liquidità alle imprese?

La cassa integrazione viene utilizzata dalle due cantine cooperative dove all’interno vi sono dei dipendenti. Al momento vi è una turnazione quindicinale che permette alle aziende di mantenere i posti di lavoro, seppur con orario ridotto, e di garantire un servizio ai clienti nella fornitura del vino.

Quanto incide concretamente la burocrazia sul lavoro per espletare una domanda tra le misure fin qui previste. Mi può fare qualche esempio? 

In Italia la burocrazia è molto complessa. In generale questo è il problema in tutti i settori, bisogna sempre avere validi supporti come i commercialisti e le associazioni di categoria che sono aggiornati sulle leggi e sul comparto finanziamenti pubblici. L’agricoltura a tutto tondo, a mio avviso, è poco valorizzata e considerata in Italia: ringraziamo quindi le singole aziende che si adoperano con propri fondi nell’essere all’avanguardia e al passo con i temi nei confronti del mercato.

Dal punto di vista promozionale state progettando qualcosa?

In questo momento stiamo lavorando su materiali cartacei e online. Considerando il periodo sono gli unici strumenti che ci permettono di comunicare e promuovere le nostre denominazioni.

L’auspicato ritorno dell’enoturismo

La prossima estate si spera torneranno gli enoturisti. Quali saranno le modalità di accoglienza a suo avviso?

Data la situazione attuale che coinvolge non solo l’Italia ma anche i Paesi stranieri ritengo che la prossima estate gli enoturisti saranno italiani, gli stranieri non saranno presenti o poco, Inoltre c’è il problema dei trasporti che devono necessariamente adeguarsi alle misure di sicurezza, quindi ci saranno limiti alla circolazione. Detto questo, la nostra è una piccola realtà dove le eccellenze non mancano: area morenica con laghi, colline, residenze reali, area montana. Il Canavese è un territorio completo e ha tanto da offrire, comprese le strutture ricettive tra B&B, agriturismi e Hotel.

Tra agosto e settembre si vendemmia. Siete pronti? E sugli imbottigliamenti qual è la situazione tra le cantine?

La pandemia non ha fermato la vite, i vignaioli stanno lavorando in vigna per cercare di ottenere un buon risultato per la futura vendemmia. In questo momento l’analisi attenta allo stoccaggio del vino in giacenza e all’imbottigliato, per fare spazio al nuovo, è fondamentale anche se abbiamo la fortuna che le nostre Doc e Docg possono stare in affinamento anche per un periodo più lungo rispetto alla normalità.

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By | 2020-05-06T21:07:55+00:00 mercoledì 29 Aprile 2020|Categories: Non categorizzato|0 Commenti